CREDITO: PRESIDENTE BERNARDINI, RISCHIO PER PMI DA DECRETO CRESCITA

Una norma che potrebbe mettere a rischio la possibilità di accedere al credito da parte delle piccole e medie imprese delle Marche. E’ quella contenuta nel “decreto crescita”, approvato dal Consiglio dei ministri, che prevede l’accesso diretto delle banche al Fondo centrale di garanzia anche per la richiesta di finanziamenti inferiore ai 150 mila, che oggi invece le pmi affidano all’intermediazione dei Confidi. Un provvedimento che, secondo Confidicoop Marche, mette in discussione l’autonomia delle Regioni nell’utilizzare strumenti che facilitano l’accesso al credito delle aziende di piccole dimensioni. Proprio alla Regione Marche, Confidicoop Marche, Confidi intersettoriale fra i più patrimonalizzati d’Italia, con un volume di garanzia 2017 superiore ai 111 milioni, vigilato da Bankitalia, chiede di intervenire in sede di Conferenza Stato-Regioni, che si svolgerà domani mercoledì 10 aprile, per chiedere di modificare il provvedimento. Una richiesta già ipotizzato dalla “collega” Toscana.

“La Regione Marche, come altre d’Italia, hanno fatto molto per accompagnare le piccole e medie imprese nell’accesso al credito, strumento indispensabile per una ripresa economica sostenuta – afferma Giovanni Bernardini, presidente di Confidicoop Marche -, specie in regioni in cui il numero delle piccole e medie imprese è così elevato che, nei fatti, sono l’ossatura dell’intera economia regionale”. Proprio attraverso la Conferenza Stato-Regioni, nel 2014 le Marche, ricorda Bernardini, “avevano chiesto e ottenuto che l’accesso al mediocredito, per importi inferiori ai 150 mila euro, dovesse essere mediato dai Confidi vigilati, visto che gli istituti di credito hanno ovviamente un’attenzione maggiore nei confronti di imprese più strutturate e per importi più importanti. Una norma nata, quindi, per favorire il ricorso a questo importante strumento statale anche alle piccole e medie imprese”.

Bernardini sottolinea, perciò, che “un decreto, che ha l’ambizione di chiamarsi crescita, non possa penalizzare le piccole imprese che sono il cuore dell’economia della nostra regione, ma anche di tutta l’Italia” e auspica che “la Regione Marche, così attenta alle pmi e agli strumenti per favorirne l’accesso al credito, intervenga, insieme ad altre Regioni, in Conferenza Stato-Regioni affinché il decreto venga modificato e, anzi, vada nella direzione di incentivare l’erogazione del credito verso le piccole e medie imprese e non il contrario”

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